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lunedì 2 marzo 2009

Bastia Umbra



Bastia Umbra è un comune di 21.360 abitanti della provincia di Perugia, situato nella piana tra Perugia e Assisi, lungo il fiume Chiascio. Bastia Umbra è una cittadina di origini antiche, ma di aspetto moderno: la realtà odierna è quella di un centro attivo e vivace che si traduce in una situazione commerciale, artigianale e industriale in continuo sviluppo.


Delle origini di Bastia Umbra non si hanno notizie precise, anche se i resti di edifici di culto romano ritrovati nella zona fanno supporre che i primi insediamenti risalgano a quell'epoca. Tuttavia, notizie certe si hanno solo nell'XI secolo, quando il luogo era chiamato Insula Romana e i suoi abitanti isolani. Si pensa che la ragione di quel nome fosse dovuta alle numerose inondazioni del fiume Chiascio e alle paludi, risultato del prosciugamento dell'antico lago Plestino, che avrebbe conferito alla piccola altura l'aspetto di un'isola.


La storia della città in epoca medievale, rimase legata per molti anni alle continue lotte tra Assisi e Perugia. In un primo tempo, il borgo parteggiò per Assisi e nel 1319 rallentò la marcia delle truppe perugine, resistendo ai loro assalti per sette mesi. Quando alla fine si arrese, fu devastata e le sue fortificazioni furono distrutte. Ma presto furono ricostruite e il nome di Bastia le fu dato proprio grazie alle sue imponenti opere militari, alle mura e al castello dotato di 17 torrioni. La rocca comunicava attraverso un camminamento sotterraneo con la torre, situata presso la porta e dotata di ponte levatoio. Queste robuste opere di difesa si dimostrarono valide nelle ripetute lotte tra le due città, da cui Bastia era contesa a causa della sua posizione di crocevia nella piana di Assisi.


Dal 1300 al 1594 fece parte dei possedimenti perugini. Nel 1546 papa Paolo III fece costruire un ponte sul Chiascio. Il ponte, terminato nel 1581, facilitò le comunicazioni e, dato che costituiva un passagio obbligato, favorì il sorgere di attività commerciali a Bastia. Sotto lo Stato Pontificio, il cui avvento si ebbe nel 1594, Bastia godette di un periodo di tranquillità. Con l'annessione al Regno d'Italia al nome di Bastia fu aggiunto quello di Umbra, per distinguerla da altri centri aventi lo stesso nome.


I documenti attestano che, nel 1503, san Pier Damiani, parlando di questa fertile terra e degli agricoltori che la popolavano, affermava che aveva ampie zone di foresta dove si trovavano lupi, cinghiali e maiali. Questi ultimi, già allora numerosi, costituirono sempre una valida risorsa della zona, ancora oggi molto importante. Nel 1212 sorella Chiara trovò rifugio nel monastero benedettino di San Paolo per sfuggire alle ire dei parenti dopo la sua scelta di seguire l'esempio di san Francesco. Nel 1631, sul decreto di Gregorio XV, fu stabilito che ogni martedì si tenesse una fiera, dando origine a una tradizione che dura ancora oggi con le fiere di bestiame e altri prodotti.


Luoghi di culto


Chiesa di Sant'Angelo, situata in Piazza Umberto I, oggi sconsacrata, si trova dentro il castello ed è la più antica chiesa della città. Ricostruita agli inizi del XIV secolo, la sua unica navata era ornata da numerosi affreschi. Dopo aver subito gravi danni a seguito del sisma del 1997, il Comune ha recentemente acquisito la proprietà della chiesa per poter avviare l'intervento di ristrutturazione.


Chiesa di Santa Croce, situata in Piazza Mazzini, costruita nel 1295 con la pietra bianca e rosa del monte Subasio dall'Ordine dei Frati Minori, che la lasciarono nel 1653 al clero regolare, che gli dette il titolo di parrocchiale poi perso nel 1962 con la consacrazione della nuova chiesa di San Michele Arcangelo. Le opere più importanti in essa conservate sono: Madonna con Gesù Bambino e angeli (inizio XVI secolo) di ambito umbro-toscano; il Polittico di Sant'Angelo (1499), opera di Niccolò Alunno; San Luca evangelista (1510) di Tiberio d'Assisi; Miracoli di Sant'Antonio abate (XVII secolo) di Cesare Sermei. Queste opere sono provvisoriamente collocate nella chiesa di San Michele Arcangelo in attesa della fine del restauro di S.Croce. A Domenico Bruschi si deve la decorazione della navata, delle cappelle laterali, del presbiterio e dell'abside, eseguita nel 1886; le vetrate (inizio XX secolo) sono opera della famiglia perugina Moretti-Caselli. Il campanile, che si innalza alla destra della chiesa, è stato eretto tra il 1835 e il 1839.


Chiesa di San Paolo delle Abbadesse. Attualmente inglobata nel cimitero comunale. Fu la capella di un antico monastero benedettino, nella quale trovò rifugio Santa Chiara in fuga da Assisi. Subì gravi danni nel terremoto del 1997.


Chiesa di San Rocco, situata all'angolo di Via Roma con Via Veneto, edificata nei primi decenni del XVI secolo, come ex-voto dei bastioli al Santo, dopo una tremenda pestilenza. Al suo interno sono conservati un gonfalone processionale con la Madonna con Gesù Bambino fra San Sebastiano e San Rocco (XVI) di Dono Doni; la statua di San Rocco (inizio XVI secolo) di bottega umbra; il gonfalone processionale con la Madonna della Misericordia fra Sant'Antonio abate e Sant'Antonio da Padova (XVI secolo) di Bernardino di Mariotto. Questa è la chiesa simbolo dell'omonimo Rione.


Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, sorge in Piazza Mazzini sul luogo dove un tempo si trovavano le due cappelle di S. Antonio Abate e della Buona Morte. Fu costruita su iniziativa dell'allora parroco, don Luigi Toppetti, progettata dall'architetto Antonio Bindelli, consacrata ed aperta al culto il 29 settembre 1962. Le opere più importanti in essa conservate sono: il portale centrale bronzeo (1962) di U. Travaglini; le due statue lignee della Madonna, di San Michele Arcangelo e il Presepe (1962) di F. Pancheri; le pale degli altari laterali raffiguranti il Sacro Cuore e la Madonna del Rosario (1962) di E. Abbozzo. Inoltre, nel battistero sono collocate: la Madonna addolorata (fine XIX secolo) di V. Rosignoli e Gesù Cristo crocifisso (inizio XVI secolo).


Monumenti


Porta S. Angelo, è rivolta verso ovest ed è quella meglio conservata tra le antiche porte del castello dell'Insula Romana.


Statua di Colomba Antonietti, si trova davanti al municipio in ricordo dell'eroina bastiola che morì sul Muro di San Pancrazio a Roma combattendo per la patria.


Eventi


Il Palio de San Michele In occasione dei festeggiamenti in onore del patrono della città, dal 20 al 28 settembre ha luogo il "Palio de San Michele" tra i quattro rioni della città, che convergono esattamente nella piazza cittadina: il rione "Portella", rappresentato con il colore blu, il rione "San Rocco", con il colore verde, il rione "Moncioveta", con il colore rosso ed il rione "Sant' Angelo", con il colore giallo. In ogni rione viene montato un grande gazzebo, che costituisce la "taverna", il centro della vita rionale, dove si gustano specialità gastronomiche, si vendono gadgets e capi d' abbigliamento del rione e si festeggia l'eventuale vittoria del palio. Il Palio è l'ambito riconoscimento (di fatto è uno stendardo di tela, dipinta ogni anno da un diverso artista, sempre nel tema dei quattro rioni) che spetta al rione che consegue il migliore risultato al termine di tre prove: Le Sfilate (spettacoli di piazza, giudicati da una giuria esterna, dal 21 al 24 settembre), i Giochi (26 settembre) e la Lizza (corsa a staffetta il 28 settembre). Tutte le competizioni si svolgono nella piazza centrale. La manifestazione, ideata nel 1963 dall'allora parrocco, don Luigi Toppetti, ha ormai raggiunto un altissimo livello di spettacolarità grazie alla notevole creatività e allo spirito d'iniziativa dei gruppi che, nei rioni, lavorano per raggiungere la conquista del palio.

- Fonte Wikipedia -

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martedì 3 febbraio 2009

Assisi

Fonte Wikipedia
Storia

Umbri e romani
Numerosi reperti archeologici indicano che Assisi trae le sue origini da un piccolo villaggio abitato dagli Umbri già nel periodo villanoviano (IX - VIII secolo a.C.). La città si sviluppò a ridosso dei territori controllati dagli Etruschi, e orbitò sotto il loro potere fino al 295 a.C. quando, con la battaglia di Sentino, i Romani imposero il loro dominio anche nell'Italia centrale. Per Asisium (così era chiamata dai romani) fu un periodo prospero: innalzata a Municipium, diventò un importante centro economico e sociale dell'Impero romano. Il suo toponimo ha origini prelatine, e conservando un'incerta etimologia, viene interpretato in due differenti modi. Città del falco, o dell'astore oppure dalla base latina ossa ovvero torrente con ovvio riferimento all fiume Assino.

Con il crollo dell'Impero romano anche Assisi conobbe la buia età delle invasioni barbariche e, nel 545, fu saccheggiata dai Goti di Totila. Conquistata dai Bizantini, passò poco tempo dopo sotto il dominio longobardo divenendo, nell'XI secolo, libero comune. Dopo un periodo di guerre, nel 1174 fu assediata e conquistata da Federico Barbarossa, che diede l'investitura della città al duca Corrado di Lutzen, detto anche Corrado di Urslingen. Pochi anni dopo, tra il 1181 e il 1182, nasce ad Assisi Francesco - figlio di Pietro di Bernardone e Madonna Pica - il futuro santo che, con la sua opera, segnerà la storia del luogo e dell'umanità.

Medioevo e Rinascimento
Nel 1198 il popolo di Assisi, stanco dei soprusi del duca di Lutzen, si ribellò scacciandolo dalla città. Durante la fine della prima metà del 1200 l'Assisi guelfa subì vari assedi da parte delle truppe Saracene e Tartare facenti parte del grande esercito di Federico II. Le truppe imperiali devastarono a più riprese il contado ma la città grazie alla valenza delle sue milizie ed il carisma di Santa Chiara resistette alle incursioni. Negli anni a seguire Assisi vide alternarsi al controllo della città sia i Guelfi che i Ghibellini. Successivamente la città passò sotto il dominio della Chiesa, dei Perugini, di Giangaleazzo Visconti, dei Montefeltro, di Braccio Fortebraccio da Montone, passando infine sotto il controllo di Francesco Sforza. Nel novembre del 1442 Assisi, difesa in quel periodo da Alessandro Sforza, subisce l'assedio delle truppe comandate dal Piccinino. Dopo molti giorni di vani tentativi le truppe assedianti, anche grazie all'aiuto di un frate traditore, riescono a penetrare all'interno della cinta di mura. Assisi viene pesantemente devastata e saccheggiata ma il Piccinino si oppone comunque alla completa distruzione della città rifiutando i 15000 fiorini offerti dai perugini al riguardo.

Profondamente segnata dalle lotte intestine che videro sempre in contrasto i Nepis (della Parte de Sopra schierati con i Ghibellini) ed i Fiumi (della Parte de Sotto legati ai Guelfi), Assisi venne stabilmente assegnata alla Chiesa al tempo di papa Paolo III nel XVI secolo. Nel 1860, con plebiscito unanime, aderì al nascente Stato italiano.

Il Novecento
Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo seguente all'8 settembre 1943 e all'occupazione tedesca, Assisi è letteralmente invasa dai profughi, tra i quali oltre 300 ebrei. Il vescovo Giuseppe Placido Nicolini - coadiuvato dal segretario, padre Aldo Brunacci, e dal guardiano del Convento di San Damiano, padre Rufino Nicacci – trasforma Assisi in uno dei centri principali della resistenza civile italiana all'Olocausto. Travestiti da frati e suore, nascosti nei sotterranei e nelle cantine, mimetizzati tra gli sfollati, provvisti di documenti falsi, gli ebrei rifugiatisi ad Assisi sono protetti da una vasta rete di solidarietà che si estende anche ad altre zone dell'Umbria ed ha contatti, anche attraverso il ciclista Gino Bartali, con le centrali di resistenza e finanziamento della DELASEM in Liguria e Toscana. Il compito è arduo. Tra i rifugiati ci sono donne, bambini, vecchi, ammalati, che necessitano cura e assistenza per le necessità quotidiane. Si organizza persino una scuola dove i bambini ebrei possano ricevere istruzione religiosa ebraica. Grazie anche alla complicità dell'ufficiale tedesco Valentin Müller, che dichiarerà Assisi una zona franca ospedaliera, nessun ebreo sarà deportato da Assisi. Il vescovo Giuseppe Placido Nicolini e i padri Aldo Brunacci e Rufino Nicacci, ricevono nel dopoguerra l'alta onorificenza di giusti tra le nazioni dall'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme, unitamente a Luigi e Trento Brizi che nel loro piccolo di negozio di souvenir vicino a piazza Santa Chiara hanno provveduto alla stampa di tanti falsi documenti di identità. Nel 1985 il film The Assisi Underground di Alexander Ramati ricostruisce le vicende e i protagonisti di quegli anni. Nel 2004 la Medaglia d'oro al Valor Civile è conferita alla città di Assisi per l'impegno civile dimostrato dall'intera popolazione.


Monumenti e luoghi d'interesse

* Basilica di San Francesco d'Assisi (divisa in parte inferiore e superiore)
* Basilica di Santa Chiara
* Chiesa di Santa Maria Maggiore
* Cattedrale di San Rufino
* Piazza del Comune con il Palazzo del Podestà e la Torre del Popolo
* Palazzo della Biblioteca Comunale
* Museo civico e Foro romano
* Pinacoteca Comunale di Assisi
* Tempio di Minerva
* L'Anfiteatro e la Rocca maggiore
* L'Eremo delle carceri sul monte Subasio
* Chiesa di san Damiano
* Basilica di Santa Maria degli Angeli con la Porziuncola
* Chiesa di Rivotorto
* Museo diocesano e cripta di San Rufino
* Galleria d'arte contemporanea della Pro Chivitate di Assisi
* Museo d'arte contemporanea Padre Felice Riossetti
* Museo della Porziuncola Santa Maria degli Angeli
* Museo etnografico degli indios dell'Amazzonia
* Museo del tesoro della basilica di San Francesco e collezione Perkins
* Oratorio dei pellegrini
* Museo dell'Abbazia di San Pietro di Assisi

Rocciata di Assisi


Ingredienti:
farina gr. 200, zucchero gr. 150, frutta assortita gr. 50 (mandorle sgusciate, uva passa, gherigli di noci, fichi e prugne secche, una mela tenera), 4 cucchiai di olio, 2 cucchiai di vin santo, 1 cucchiaio di cannella in polvere, 1 presa di sale.

Esecuzione:
tagliate la frutta a dadini e conditela con 2 cucchiai di olio, gr 100 di zucchero, vin santo, cannella e buccia grattugiata del limone.
Mescolate accuratamente con un cucchiaio. Sulla spianatoia impastate la farina con l'olio, lo zucchero rimasto, il sale e aggiungere l'acqua fino a formare una pasta morbida.
Dopo averla ben lavorata, fatela riposare per qualche minuto e poi stendetela con il mattarello. Disponete la frutta nella sfoglia che verrà arrotolata su se stessa. Ponete il rotolo su una placca da pasticceria imburrata attorcigliandolo; ungete la superficie della pasta con olio. Mettete la rocciata sulla placca in forno caldo per almeno mezz'ora; togliete la torta dal forno e spolverizzate con zucchero a velo.

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Coratella d'agnello


Preparazione:
Prima di tutto preparate e pulite la coratella (l'insieme delle interiora dell'agnello da latte) e tagliatela a pezzettini, budellini compresi.
Fate imbiondire in un tegame di terracotta l'aglio nell'olio, aggiungete i pezzettini di coratella, sale, pepe, rosmarino e una fettina di limone. Lasciate insaporire la coratella per 10 minuti circa, poi, dopo aver aggiunto un bicchiere di vino rosso, cuocete per altri 20 minuti.
A cottura quasi ultimata aggiungete del passato di pomodoro.

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Bistecche di suino con patate e pomodori al forno

per 4 persone

· 4 bistecche di suino
· 4 patate
· 4 pomodori maturi
· 1 cipolla, 2 spicchi di aglio
· un ciuffo di prezzemolo, burro, olio, sale, pepe.

Sbucciate, lavate e tagliate a fettine le patate, mettendone metà in una teglia imburrata. Tritate a parte la cipolla, l'aglio e il ciuffo di prezzemolo e mettetene una parte sopra le patate, quindi aggiungete un po' di pomodori maturi tagliati, dell'olio di oliva, sale e pepe. Poggiate sopra le bistecche di suino e aggiungete dell'altro condimento; fate quindi un altro strato di patate e ancora condimento. Ponete in forno caldo per circa mezz'ora, agitando di tanto in tanto la teglia affinché non attacchi.

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Tagliatelle al profumo di bosco


per 4 persone

· 400 g di tagliatelle
· 300 gr. di funghi porcini
· 1 acciuga
· vino bianco
· olio extravergine d’oliva
· aglio, peperoncino, prezzemolo, sale.

Fate soffriggere l'aglio e il peperoncino, macinate i funghi porcini e uniteli al soffritto con un pizzico di sale. Lasciate cuocere per circa 10 minuti e aggiungete l'acciuga e un po' di vino bianco. Versate la salsa sulle tagliatelle ed aggiungete il prezzemolo fresco tritato finemente.

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Ceci e Farro


Ingredienti: (6 persone)
gr. 350 di ceci,
gr. 150 di farro,
1 cipolla piccola,
1 carota,
una cestola di sedano,
olio extra vergine d'oliva,
sale e pepe.

Ammollare il farro per almeno un paio di ore ed i ceci per tutta la notte. Lessate i ceci in abbondante acqua salata. Nel frattempo tritate e rosolate nell'olio le verdure. Aggiungete poi i ceci con due litri circa del loro brodo di cottura ed il farro. Cuccete per altri 40 minuti circa, mescolando e aggiungendo sale. Servire accompagnato con olio e pepe.

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Gnocchi al sugo d'oca

Cosa serve per la ricetta:

1kg e 1/2 di patate
1 kg di oca in pezzi
800 gr di pomodori pelati
1 bicchiere di vino bianco secco
1/2 bicchiere di olio extravergine d'oliva
carote
sedano
cipolla
farina bianca
formaggio pecorino grattugiato
sale

Come preparare la ricetta gnocchi al sugo d'oca:

Lessare le patate in acqua salata, pelarle ancora calde, schiacciarle e impastarle con quanta farina è necessaria per ottenere un impasto omogeneo. Formare dei bastoncini (come grissini) e ricavare, tagliando con un coltello, gli gnocchi. Versare gli gnocchi in acqua bollente salata, raccoglierli quando vengono a galla e condire con abbondante sugo e pecorino semistagionato. Per il condimento: rosolare in un tegame le verdure con l'olio e unire i pezzi dell'oca facendoli insaporire nel soffritto. Aggiungere il vino, salare e cuocere per circa un'ora avendo cura di aggiungere, se necessario, altro vino o brodo. Versare a questo punto i pomodori pelati sgocciolati e continuare la cottura, a fuoco basso, per trenta minuti. A cottura ultimata togliere i pezzi dell'oca, spolparli sminuzzando la carne in piccoli pezzi e rimetterli nel sugo per insaporirli. aggiustare di sale.

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lunedì 2 febbraio 2009

Torta al testo all'assisana

INGREDIENTI
500 grammi di farina
2 uova
50 ml di olio extra vergine d'oliva
60 grammi di pecorino
1 panetto di lievito di birra
q.b. di acqua
q.b. di sale

PROCEDIMENTO
Tipica ricetta Umbria della zona di Perugia-Assisi. La Torta al testo prende il nome da una padella detta “testo” di pietra refrattaria (impasto di malta). La torta, nonostante il nome, è una pietanza salata, è una sorta di focaccia che viene cotta in questa speciale padella, precedentemente arroventata sul fuoco del camino, quindi farcita con salumi, formaggi o verdure di campo. Oggi esistono in commercio testi di ghisa da utilizzare con le cucine a gas.

Disporre la farina a fontana e versarvi al centro le uova sbattute, l’olio, il pecorino grattugiato ed il lievito, che avrete fatto precedentemente sciogliere in mezzo bicchiere di acqua tiepida. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciar lievitare per almeno un’ora, quindi stendere con il matterello un pezzo di pasta, fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di 2 centimetri e del diametro del testo. Stendere la pasta sul testo arroventato, praticare con una forchetta dei forellini e cuocerla da entrambi i lati (la cottura nel camino dura circa 15 minuti). A cottura ultimata, riempire a piacere.

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