domenica 22 febbraio 2009

Frittelle Beanate (di Bevagna)


Ingredienti per 4 persone:

* 3 o 4 patate grandi
* 2 uova
* 100 g di margarina
* un pacchetto di lievito di birra
* 50 g di zucchero
* farina q.b.
* zucchero vaigliato per guarniure

Preparazione:
Impastare gli ingredienti e aggiungere farina fino a dottenere un impasto non troppo liquido. Una volta che l'olio di semi bolle, con un cucchiaio prendere una bella quantità di impasto e friggerlo. Quando le frittelle sono dorate scolarle, mettere su della carta assorbente e spolverare con zucchero a velo.

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Torta con Porchetta e patate

Un torta salata perfetta come antipasto. Un piatto originale e sfizioso che accompagna in modo perfetto anche un aperitivo.

Difficoltà: difficile

Stagione: autunnale, invernale

Caratteristiche: gourmet, originale

Ingredienti: dosi per 6/8 persone
per le pasta brisèe
300 g di farina
150 g burro
10 g di sale
acqua qb

per il ripieno
200 g di porchetta tagliata e fettine sottili
350 g di patate
3 zucchine
200 g di erbette lessate
sale pepe, olio

Esecuzione:
Mescolare la farina con il burro a pezzetti e il sale, unire l’acqua fredda e impastare velocemente formando un panetto, fare riposare in frigorifero per 30 minuti.
In una padella rosolare le zucchine tagliate a rondelle con poco olio per pochi minuti mantenendole croccanti, al termine salare.
Lavare e pelare le patate e poi tagliarle a fette, sbollentarle per alcuni minuti in acqua e sale.
Foderare con la pasta brisee una tortiera e mettere sul fondo le erbette, condire con poco sale e olio, le patate insaporire con una macinata di pepe e coprire con la porchetta e infine le zucchine.
Cuocere in forno a 190° per 40/45 minuti.

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Crostata salata con Porchetta


Ingredienti:
pasta sfoglia, porchetta, 1 pomodoro, fontina, mozzarelline di bufala, olio d'oliva, origano, sale.

Preparate la pasta (lasciandone un pò per fare le striscioline); ungere la teglia; tirate la pasta.

Foderate la teglia con la pasta, fatela aderire bene e bucherellatela con la forchetta.
Con il mattarello tagliare la pasta, una mano di fontina e una di porchetta.
Affettare il pomodoro e farlo scolare; mettere il pomodoro, origano un pò di sale. Aggiungere la mozzarella, terminare con striscioline di pasta.
In forno preriscaldato a 180° x 30 minuti.

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Porchetta


Territorio interessato alla produzione: Regione dell’Umbria (Bevagna, Bastia)

Descrizione sintetica del prodotto: Suino cotto intero, compresa la testa, disossato, condito, con crosta dorata, legato con spago.

Lavorazione, conservazione e stagionatura:
1. A partire dal suino macellato, disossatura per ottenere il suino disossato (resa circa 80%) e impalatura;
2. conditura con sale, pepe, finocchio selvatico, aglio e rosmarino;
3. legatura con spago;
4. cottura in forno a 220°C;
5. refrigerazione con abbattimento rapido fino a 10°C.

Note: Il mercato delle gaite a Bevagna fino al 1993 era noto come sagra della porchetta; poi si è chiamato sagra della porchetta e mercato delle gaite; poi solo mercato delle gaite. Si tiene una nota Sagra della porchetta a Costano (Bastia).

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mercoledì 18 febbraio 2009

Castiglione del Lago

Fonte Wikipedia

Il comune si estende nella parte occidentale dell'Umbria, confinando con la provincia di Siena e quella di Arezzo. Il suo territorio comprende gran parte del lago Trasimeno e l'isola Polvese.

Castiglione del Lago sorge su di uno sperone calcareo che in origine era la quarta isola del lago ma, in seguito all'abbassamento del livello delle acque e al crearsi di una pianura di tipo alluvionale, assunse infine l'attuale configurazione.

Questa fertile zona pianeggiante, corrispondente all'antico invaso lacustre, è delimitata ad ovest da una serie di rilievi collinari che segnano il confine fisico con la Toscana.

La città moderna si è sviluppata a distanza dal centro storico medievale, perfettamente conservato.

La città deve il suo nome al simbolo della famiglia che anticamente vi dominava; infatti Castiglione deriva da Castellum Leonis (castello del leone), volgarizzato poi in Castellioni.

Castiglione del Lago si trova lungo quella che un tempo era un'importante via di comunicazione, stretta tra Orvieto al sud, Chiusi ad ovest ed Arezzo al nord. La sua posizione in una zona così contesa, prima tra gli Etruschi ed i Romani, in seguito tra le cittadine toscane e Perugia, causò in numerose occasioni la distruzione delle fortificazioni originali, ricostruite a più riprese. Fondata dai romani col nome di Novum Clusium (Nuova Chiusi), sorge su di un colle che in epoca antica costituiva la quarta isola del lago Trasimeno (le tre isole ancora esistenti sono la Maggiore, la Minore e la Polvese) prima che la striscia d'acqua che la separava dalla terraferma fosse riempita. Nella struttura urbanistica del borgo antico è facilmente riscontrabile, nelle tre strade parallele che tagliano longitidinalmente il paese (decumani), l'origine romana.

Solo durante il regno dell'imperatore Federico II (agli inizi del XIII secolo), Castiglione visse un periodo di relativa stabilità.

Più tardi la città cadde sotto il controllo di Perugia, divenendo feudo della potente famiglia dei Baglioni. Nel 1550, papa Giulio III concesse il feudo a sua sorella. Nel 1563, il figlio di lei, Ascanio della Corgna, divenne marchese di Castiglione e Chiusi. Il feudo divenne nel 1617 un prospero Ducato, che ebbe però vita breve. Il duca Fulvio Allesandro morì infatti senza lasciare eredi e così la città tornò sotto il dominio dello Stato della Chiesa.

Filetti di pesce persico


Ingredienti

Filetti di pesce persico

2 uova

1 limone

pangrattato – burro – prezzemolo – sale

Sbattete le uova con un pizzico di sale, immergete i filetti, passateli nel pangrattato premendo bene con le mani per farlo aderire.

In un tegame fate soffriggere il burro, unite i filetti di pesce e cuocete a fuoco lento, dorandoli da ambedue le parti. Serviteli su un piatto di portata guarnendoli con fettine di limone e foglioline di prezzemolo.

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domenica 15 febbraio 2009

Brustico


Mettete il pesce su una graticola sistemata sopra alla fiamma di canna di lago. Lasciatelo sul fuoco fino a che le squame saranno del tutto bruciate. A questo punto toglietelo dal fuoco e raschiate via le squame partendo dalla testa verso la coda. Fate questa operazione e rimettete ancora il pesce a cuocere. Vi accorgerete della sua cottura quando raschiandolo risulterà dorato e togliendo la pinna dorsale questa si staccherà con facilità dal resto del corpo. Esercitate una leggera pressione nel punto dove avete tolto la pinna; il pesce si dividerà in due parti. Eliminate la testa, la coda, le lische e le interiora e disponete i filetti ottenuti in un largo vassoio. Condite con olio, sale, pepe e abbondante limone. Qualcuno preferisce mettere alcune gocce di aceto al posto del limone ed aggiungere un pizzico di prezzemolo tritato.

Ingredienti
Per 6 persone
1 kg. di pesce di piccola taglia:luccio,tinca, persico reale, persico sole,
olio extravergine di oliva,
sale,
pepe,
limone.

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Tegamaccio


Il tegamaccio è il vanto culinario del Lago Trasimeno che offre peraltro tanti altri squisiti piatti a base del suo pesce che, ben preparato è veramente ottimo.

Ingredienti per 6 persone:
-pesce di lago 1 kg
-1 cipolla
-un ciuffetto di prezzemolo
-olio
-sale
-pepe
-peperoncino a piacere
-pomodori pelati 1 kg

Preparazione:
Pulire accuratamente il pesce misto. Soffriggere nell’olio di oliva in un largo tegame di coccio la cipolla ed il prezzemolo tritati finemente. Unire il pesce, i pomodori passati e ben schiacciati con una forchetta, il sale, il pepe, il peperoncino, un bicchiere d’acqua. Far cuocere a fuoco bassissimo, scuotendo di tanto in tanto il tegame senza mescolare con mestoli o forchette per non rompere il pesce. Servire ben caldo con fettine di pane abbrustolito.

Abbinamento:
Bianco dei Colli del Trasimeno.

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Carpa in porchetta


Preparazione
Pestare il prosciutto con l'aglio; unire rosmarino e finocchio triturati.
Lavare, eviscerare, asciugare il pesce.
Praticarvi dei tagli laterali e farcirli con parte del composto aromatico.
Salare e pepare il pesce dentro e fuori e adagiarlo in un ampio tegame, irrorarlo d'olio e cospargerlo con il restante composto aromatico.
Cuocere in forno a 180 gradi.
Ingredienti e dosi per 4 persone

* 1 carpa da 1000 g
* 50 g di prosciutto di norcia a dadini
* 1 spicchio di aglio
* Rosmarino fresco
* Finocchio selvatico
* 4 cucchiai di olio d'oliva extra-vergine umbro
* Sale
* Pepe

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venerdì 13 febbraio 2009

Trevi


Fonte Wikipedia

Trevi è un comune di 8.176 abitanti della provincia di Perugia.
È inserito tra i Borghi più belli d'Italia.


Il territorio del comune si estende dal fondovalle (210 m s.l.m.) ai monti Brunette (1.422 m) e Serano (1.429 m), e si può equamente ripartire in tre zone distinte di pianura, collina e montagna, ricoperte da vegetazione altrettanto differenziata. In pianura, i terreni fertilissimi e ben irrigati da numerosi corsi d'acqua, anticamente occupati in gran parte dal "lacus Clitorius", si prestano alla semina di specie annuali. La collina, di calcare alcalino molto "sciolto" e quindi molto drenante, è l'ambiente ideale per la coltivazione intensiva e altamente specializzata dell'olivo, che dà un olio tipico e molto pregiato. La montagna infine è ricoperta di boschi, in massima parte cedui, e prati.

Tutto il territorio offre straordinarie risorse naturalistiche e ambientali, nonostante sia intensamente antropizzato, poiché è abitato da millenni, compresa la zona montana ormai spopolata. Da vari decenni, infatti, si registra l'abbandono degli insediamenti alle quote più elevate e l'aumento demografico delle località di pianura, fenomeno ormai generalizzato. L'espansione più consistente, iniziata nell'immediato dopoguerra e tuttora in atto, interessa principalmente Borgo Trevi (attività commerciali, uffici e abitazioni), Pietrarossa (zona industriale) e Matigge (artigianato, piccola industria, commercio).

Fiumi e canali, tutti di modesta portata, scorrono in direzione Sud–Nord e confluiscono in un unico collettore nei pressi di Bevagna. Il loro corso è il risultato di secolari opere di bonifica, documentate già dal tempo del re Teodorico (VI secolo) e protrattesi fino ai giorni nostri, quando fu costruita la diga per regolamentare le acque meteoriche del torrente Marroggia, che era soggetto a frequenti e disastrose esondazioni.
Il maggiore dei corsi d'acqua di portata regolare è il Clitunno, alle cui acque venivano attribuite proprietà miracolose, tanto da essere deificato in epoca romana e cantato da numerosi poeti, dai classici latini fino al Byron e al Carducci.

Plinio il Vecchio la classifica come una città degli Umbri, e il nome latino Trebia potrebbe derivare dalla radice umbra treb-, componente delle parole che in quella antica lingua indicavano casa, costruzione, costruire. La sua esistenza, prima della dominazione romana, è testimoniata anche dalla "stele di Bovara", con iscrizione arcaica, rinvenuta di recente, ma nel suo territorio stanziarono civiltà preistoriche, come attestano ritrovamenti del paleolitico. Acquistò grande rilevanza quando, in età imperiale, fu ripristinato l'antico corso della Flaminia e si sviluppò in pianura, in località Pietrarossa, una vera civitas con edifici monumentali di cui rimangono numerosi resti, mentre sul colle seguitò a sussistere l'arce fortificata con robuste mura del I secolo a.C., tuttora visibili. In antico aveva giurisdizione anche su "ville" di montagna a est e su gran parte della valle sottostante, attraversata dalla Flaminia e solcata dal Clitunno, allora navigabile. Fu sede vescovile fino all'XI secolo. Con il dominio dei Longobardi, che istituirono il potente ducato di Spoleto, Trevi fu assegnata a un gastaldo. Agli inizi del XIII secolo si costituì in libero comune, che alleatasi con Perugia per difendersi da Spoleto fu, con alterne vicende, in lotta con i comuni vicini, ottenendo il libero governo soltanto nel 1389. Subì il dominio di vari capitani e, segnatamente, il funesto vicariato dei Trinci di Foligno fino al 1438 quando, tornata al diretto dominio della Chiesa sotto la legazione di Perugia, seguì le sorti dello Stato Pontificio fino all'unificazione. Nel 1784, da Pio VI, fu reintegrata al titolo di città.

Cultura
Non meno interessanti sono la storia e le tradizioni legate alla cultura religiosa. Documenti antichissimi attestano che sant'Emiliano, il primo vescovo della città, martirizzato sotto Diocleziano, fu legato ad una giovane pianta di olivo per essere decapitato. L'olivo ultramillenario, il più vecchio dell'Umbria, si può ancora ammirare, vegeto, a trecento metri dalla gloriosa abbazia benedettina di Bovara. La devozione verso S. Emiliano ha influenzato la cultura e la storia di Trevi. Lungo un percorso inalterato da secoli si svolge ancora, la sera del 27 gennaio, vigilia della festa del Santo, la straordinaria processione notturna detta dell'Illuminata, che è sicuramente la manifestazione più antica della regione. Attraverso vari secoli, molti trevani si sono distinti nei più alti gradi della gerarchia ecclesiastica e vari altri hanno acquistato fama di santità per le loro opere. Tra i più recenti: il beato Placido Riccardi (1844-1915), abate benedettino di Farfa, sant'Antonino Fantosati (1842–1900) missionario francescano, vescovo e martire in Cina e il beato Pietro Bonilli (1841-1935), umile parroco di campagna, fondatore della congregazione delle suore della Sacra Famiglia, per l'assistenza alle cieche e sordomute, tuttora operanti in vari continenti. Tra le varie case religiose hanno acquisito benemerenza particolare i benedettini dell'abbazia di Bovara, che dettero un forte impulso all'agricoltura, bonificando vaste zone della valle e sviluppando in collina la coltura dell'olivo, che con alterne fortune è coltivato in queste zone da tempi antichissimi e fornisce un olio tra i più apprezzati.

Economia
Nel basso Medioevo e nel Rinascimento ebbe il suo periodo migliore, caratterizzato da straordinari commerci che ne favorirono la floridezza economica (veniva chiamata "il porto secco"), testimoniata ancor oggi dai numerosi palazzi del centro storico, degni di figurare in città ben maggiori, e la crescita economica fu accompagnata da vivacissima attività culturale e sociale. Già nel 1469, per favorire la circolazione del denaro svincolato dall'usura, vi fu eretto uno dei primissimi Monti di Pietà, seguito poi dal Monte Frumentario e varie altre istituzioni benefiche e assistenziali. L'attenzione rivolta all'elevazione culturale ebbe la massima espressione con l'istituzione del Collegio Lucarini, attivo fino all'avvento della Scuola Media Unica. Ma l'avvenimento più qualificante per la storia culturale di Trevi fu l'impianto di una prototipografia già nel 1470. Essa fu la prima in Umbria e la quarta d'Italia, e per il particolare contratto con cui venne istituita, si può classificare come la prima società tipografica di cui si abbia memoria in assoluto.
Altro prodotto tipico dell'agricoltura locale, che merita una menzione particolare, è il sedano nero di Trevi, una cultivar particolare che cresce su un fertilissimo fazzoletto di terra, fino a pochi secoli addietro occupato dalle acque del lago Clitorius.